Borders

Il primo confine con cui ci troviamo a dover fare i conti è quello della nostra persona in relazione al contingente.

Lago Film Fest 2017.

Il tema di questa edizione del festival era “Borders”

Così, sulle rive del lago di Lago, immersi nella natura abbiamo realizzato 31 ritratti e 31 still life in 48h per valicare i confini epidermici; mettendoci a nudo.

 

Confini epidermici

Il primo confine con cui ci troviamo a dover fare i conti è quello della nostra persona in relazione al contingente.

Se dovessimo visualizzare questo confine sicuramente potremmo identificarlo con la pelle. Tuttavia, questa è costantemente offuscata da tutto quello che diventa civilizzazione: vestiti, abbronzatura, tatuaggi, chirurgia estetica o postproduzione. Ci mettiamo così nella condizione di essere nascosti, costantemente.

Viviamo condizionati dalla nudità (che sia essa quella interiore o quella fenomenologica) e l’abito assume la funzione di protezione dell’intimità e distanziamento del proprio corpo da quello degli altri e del circostante.

 

 

Svestizione

Ogni ritratto è stato affiancato da una fotografia dei vestiti abbandonati. Fotografare dove questi sono stati deposti (e in che modo) è stato come completare il ritratto, fermare quel momento decisivo in cui tutto diventava “reale” in cui la svestizione diventa il fulcro di ogni movimento.

Mettersi di fronte all’obiettivo nudi, esattamente come stare dietro l’obiettivo assistendo alla svestizione, è diventato un momento per capire che l’abito – come simbolo del pudore – è un confine valicabile, un condizionamento sociale, necessario, quanto labile.

Valicando i confini.

Progetto editoriale

Progetto creato in collaborazione con Lago Film Fest e stampato grazie al supporto di 4graph.

Scatti del prodotto stampato a cura di slowphoto.studio

Un grazie speciale a Lago Film Fest, come unico grande organismo che respira, si muove, si proietta.

Grazie di cuore a chi si è messo a nudo.